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Da sempre intorno allo Sferisterio si sono raccolti cittadini e appassionati che, in modi diversi, ne hanno accompagnato e sostenuto le attività.

Con la costituzione nel novembre 2016 dell’Associazione Amici dello Sferisterio si è voluto riprendere questa tradizione. Lo scopo perseguito, attraverso l’azione volontaria dei propri aderenti, è quello di suscitare e sviluppare, a tutti i livelli, l’interesse per ciò che può essere considerato il cuore culturale della città, luogo di contenuti e generatore di esperienze culturali.

Dal 2017 l’Associazione organizza una vasta gamma di attività culturali, tra cui conferenze, percorsi di approfondimento, incontri con artisti e presentazioni, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della musica, del teatro e delle tradizioni culturali legate allo Sferisterio.

Offriamo occasioni di approfondimento per il pubblico di tutte le età, favorendo la partecipazione attiva della cittadinanza e contribuendo alla formazione culturale di studenti, professionisti e appassionati.

Collaboriamo con scuole, istituzioni e associazioni locali per arricchire l’offerta culturale di Macerata e stimolare il dialogo tra patrimonio storico e nuove generazioni.

 

Le attività si realizzano in particolare attraverso conferenze, incontri, ascolti guidati e specifici eventi di spettacolo, pensati per coinvolgere e avvicinare il pubblico all’esperienza unica dello Sferisterio.

Ultime News

Disegnare il personaggio: il costume tra ricerca e scena

Disegnare il personaggio: il costume tra ricerca e scena

15/02/2026

Nel secondo appuntamento della rassegna La città sul palcoscenico, Roberta Fratini ha accompagnato il pubblico dentro il lavoro del costume teatrale, tra ricerca iconografica, progettazione e artigianato sartoriale. Un incontro in cui la decente dell'Accademia di Belle Arti di Macerata e costumista ha raccontato come tessuti, colori e forme diventino identità, trasformano l’interprete in personaggio.

In consonanza al tempo di carnevale, stagione per eccellenza del teatro lirico, il 12 febbraio 2026 si è tenuto il secondo incontro della rassegna La città sul palcoscenico sul tema Il costume: architettura dell’identità, nella cornice della gran sala Cesanelli dello Sferisterio - luogo, peraltro, un tempo ospite di attività sartoriali. Roberta Fratini, docente di Progettazione e Tecniche del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha accompagnato il pubblico alla scoperta del disegno e del lavoro sartoriale che sottendono alla creazione dei costumi per l'opera lirica.

Tutt’altro che decorazione, il costume è la soglia tra il corpo dell’interprete e quello della figura teatrale. L’attore, nel momento in cui diviene personaggio, si trova in un raddoppiamento della condizione del Körper-Leib, tra l’avere un corpo ed essere un corpo, tra il corpo anatomico e quello vissuto e mondanizzato. Da questo punto di vista, il costume contribuisce alla costruzione del corpo come esperienza di “presenza-al-mondo”, campo di espressione e relazione, intermediario dell’incontro con l’altro, non solo per l’attore, ma anche per il personaggio. Si inserisce come limes tra i corpi, è uno strumento drammaturgico che traduce in materia - tessuto, colore, taglio - il racconto teatrale, la visione scenica, la psicologia e le emozioni del personaggio.

In tali intarsi teorici si inserisce il lavoro del costumista: un articolato iter che, in costante sinergia con altre professionalità dello spettacolo (registi, scenografi, light designers, sarti), va dal preliminare lavoro di ricerca, alla delineazione dei bozzetti, alla realizzazione sartoriale, alle prove costume, fino alla messa in scena.

In particolare, nel processo creativo, oltre a una profonda conoscenza del testo teatrale in questione, è essenziale per il costumista la fase di ricerca, condotta con approccio paragonabile al filologico, tra archivi fotografici, collezioni museali, dipinti e documenti per studiare la moda dell’epoca di riferimento. Si tratta di un labor limae che coinvolge non solo il costume-abito, ma anche trucco, parrucco, acconciature e accessori come cappelli, borse, scarpe. Tramite la ricerca iconografica, infatti, il costumista coglie dettagli - come le trame dei tessuti, il modo in cui la luce colpisce le stoffe - e ispirazioni per restituire una visione personale, consapevole del potenziale psicologico che si annida anche nelle scelte più piccole. Nel Macbeth di Emma Dante, ad esempio, in un Medioevo ferino fatto di pellicce e tessuti scuri e grezzi, la regista e il costumista hanno utilizzato dei guanti rossi per Lady Macbeth, sì da raccontarne la natura violenta, sanguigna e passionale. Nella Cenerentola di Rossini disegnata da Vanessa Sannino, invece, l’ispirazione nasce dalle illustrazioni surrealiste di Ray Caesar: per alcune figure la costumista ha optato per sottostrutture che deformassero le silhouette e creassero forme grottesche, mentre per Don Magnifico ha ricercato dettagli ironici attraverso colori e volumi che ne accentuassero la natura comica. In alcuni casi, inoltre, l’opera viene traslata nel tempo, come un Così fan tutte ambientato negli anni '30, oppure affidata al tratto di grandi illustratori come Milo Manara, con cui Roberta Fratini ha collaborato.

Le suggestioni tratte dalla ricerca confluiscono nella creazione delle moodboard, tavole di ispirazione che definiscono la palette cromatica e l’atmosfera per ogni personaggio. Nello stadio successivo, l’idea prende forma attraverso il bozzetto: più il disegno è definito, più contribuisce a visualizzare il risultato finale, anche in ottica di regia. Definiti i bozzetti, si passa alla campionatura dei tessuti - fase delicata, in quanto la scelta della stoffa è determinante per il successo di un costume.

In dialogo stretto con la sartoria e l’équipe tecnica, si realizzano cartamodelli o se ne usano di storici, si inseriscono imbottiture per simulare specifiche corporature, si attuano tecniche di invecchiamento dei tessuti per raccontare, ad esempio, la povertà o l’usura. Soprattutto, si lavora sul manichino per definire le proporzioni, nella costante consapevolezza che il costume non è un oggetto statico, ma vive sul corpo dell’interprete. Perciò, altra dote del costumista è la sensibilità per le proporzioni, al fine di valorizzare la fisicità del cantante o dell’attore, magari rendendo visivamente potente una figura di statura minuta. Inoltre, è essenziale che l’abito sia funzionale all’azione scenica, per esempio in previsione di cambi veloci, e garantire che l’interprete possa muoversi agevolmente, respirare correttamente ed eseguire le coreografie.

Tra i maestri del costume, di cui si invita a sfogliare i bozzetti, Lele Luzzati, con creazioni basate sulla tecnica del collage; Odette Nicoletti, la cui firma è la meticolosità barocca di nastri e fiocchi; la costumista premio Oscar Milena Canonero; l’eccellenza della Sartoria Tirelli.

L’arte del costume teatrale appare tanto rara e silenziosa dietro le quinte, quanto fa la differenza sul palco, nel momento in cui i personaggi risultano naturali nel loro abito, come vi fossero nati. Il costume, allora, assurge a strumento che rende visibile l’anima della figura teatrale - e si innalza a linguaggio.

Prossimo appuntamento: martedì 24 febbraio, ore 18 nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio. La regia. Architettura della visione con Daniele Menghini, regista.

Inaugurata la Stagione 2026 degli Amici dello Sferisterio

Inaugurata la Stagione 2026 degli Amici dello Sferisterio

28/01/2026

Il 2026 degli Amici dello Sferisterio è stato inaugurato il 20 gennaio presso la biblioteca Mozzi-Borgetti con la presentazione del programma che accompagnerà l’intero anno, La città sul palcoscenico, e un approfondimento a cura di Alessandra Sfrappini sull’opera di Franco Torresi, di cui il progetto è eponimo.

Il nuovo anno segna un traguardo fondamentale: i primi 10 anni di vita dell'Associazione. In apertura, la Presidente Lucia Rosa ha ricordato i valori cardine, la missione e la visione degli Amici dello Sferisterio: “Dieci anni non sono solo una ricorrenza numerica: sono un tempo sufficiente per guardarsi indietro, capire cosa si è costruito, e soprattutto interrogarsi su che tipo di presenza culturale si è stati per la città”.

Missione costante resta il porsi come comunità culturale attiva per la valorizzazione del teatro d’opera, con un profondo senso di responsabilità. Permangono, assunte a faro ideale, la diffusione della conoscenza, il dialogo tra la memoria e il presente, la tessitura di legami tra il teatro e il territorio. “Essere Amici dello Sferisterio, oggi, significa questo: non solo sostenere un luogo simbolico della città, ma contribuire a costruire una comunità culturale consapevole”.

L'invito per il 2026 è dunque aperto: creare occasioni, condividerle, crescere insieme e ampliare lo sguardo per produrre nuovo senso. In un contesto in cui i modi di partecipazione alla cultura sono profondamente mutati, l'Associazione conferma la propria plasticità e visione prospettica. In questo quadro si inserisce l’idea di un programma di ampio respiro, improntato all'indagine, alla scoperta e all'apprendimento continuo. La città sul palcoscenico si configura, dunque, come progetto culturale, percorso diffuso: l’obiettivo è offrire una chiave di lettura del teatro d’opera, indagare il teatro musicale come processo che ci riguarda nel profondo, esplorare cosa rende possibile lo spettacolo, il mosaico di professioni e pratiche che vi orbitano, il dietro le quinte, il lavoro artigiano che si sublima sul palcoscenico. 

A seguire, Alessandra Sfrappini ha offerto un inquadramento del tema della città sul palcoscenico e del capitale lavoro in quattro volumi di Franco Torresi, stella polare del progetto. Ripercorrendo la storia della creazione dell’opera, ne sono stati raccontati i punti nevralgici e i retroscena dell’acribia nelle ricerche d’archivio, considerato anche che si tratta di un lavoro nato prima dei moderni sistemi di ricerca digitale.

L'opera si distingue per la grande cura estetica fin dalle copertine, tra cui spicca la firma di Valeriano Trubbiani. I volumi abbracciano un arco temporale meditato, dal 1884 al 1944, articolandosi a livello tematico tra arte spettacolo e pubblicità, corredati da un'appendice fotografica vissuta da Torresi come un dovere morale, un atto necessario per mettere a disposizione della comunità un patrimonio visivo inedito e garantire la massima precisione storica possibile.

Ricostruendo la vivacità culturale della Macerata tra Otto e Novecento, Franco Torresi fa emergere una città attraversata da un'intensa attività musicale, teatrale e intellettuale, documentata minuziosamente attraverso le istituzioni, i luoghi e la stampa dell’epoca. Nella visione dell’autore, il teatro si innalza a fatto culturale, sociale e urbano totale: città e palcoscenico si intrecciano e nutrono a vicenda, generando corrispondenze sottili ma sempre ben palpabili. La riflessione sullo spettacolo corre parallela alla partecipazione alla vita culturale cittadina. Torresi, infatti, lontano dall’erudito chiuso in se stesso, è stato uno storico locale capace di respiro nazionale, facendosi promotore di cultura e amante dell’arte, convinto assertore della forza rigeneratrice del libro come strumento per creare una società più giusta. La sua attività per la città era inserita in un’ottica volta a superare i confini provinciali, supportata da una ricerca che ha tenuto conto di quante più fonti possibili, attingendo non solo dai luoghi istituzionali ma anche dagli archivi privati e dalle testimonianze delle persone partecipi della vita cittadina.

Il progetto 2026 dell’Associazione, dunque, nasce nel solco di quella ricerca e ne rilancia lo sguardo nel presente, considerando la città come una scena culturale condivisa. Un sentito ringraziamento ai soci che rinnovano la partecipazione alle attività dell’associazione, e un caloroso benvenuto ai nuovi.

Prossimo appuntamento: giovedì 12 febbraio, ore 18 nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio. Il costume. Architettura dell’identità con Roberta Fratini, docente di tecniche sartoriali per il costume presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.

 

AVVISO per gli studenti UNIMC -  Attribuzione CFU per La città sul Palcoscenico 2026

AVVISO per gli studenti UNIMC - Attribuzione CFU per La città sul Palcoscenico 2026

19/01/2026

Nel 2026 l’Associazione Amici dello Sferisterio celebra dieci anni di attività con La città sul palcoscenico, un percorso culturale che attraversa l’intero anno e mette in relazione teatro musicale, città e memoria culturale.
Attraverso incontri, conversazioni e momenti di approfondimento, la rassegna esplora l’opera e la musica come fenomeni culturali, sociali e storici, coinvolgendo studiosi, artisti e istituzioni cittadine.

Grazie al patrocinio e alla collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, agli studenti e alle studentesse UNIMC che parteciperanno alle iniziative della rassegna La città sul palcoscenico saranno riconosciuti Crediti Formativi Universitari (CFU).

Il Senato Accademico, nella seduta del 25 novembre 2025, ha espresso parere favorevole all’attribuzione – previa delibera delle competenti strutture didattiche dipartimentali e dei Corsi di Laurea – dei seguenti crediti:

 - 0,25 CFU per singolo evento e massimo 3 CFU complessivi per l'intera Rassegna secondo le specifiche di ciascun CdS

Elenco classi in allegato per i dettagli e modalità fare riferimento alle informazioni specifiche pubblicate dai singoli dipartimemti

CALENDARIO INCONTRI 2026

Martedì 20 gennaio 2026 – ore 18.00 Biblioteca Mozzi Borgetti
La città sul palcoscenico. Raccontare una città Memoria culturale, istituzioni e vita pubblica nel segno di Franco Torresi
Lucia Rosa – Alessandra Sfrappini

Giovedì 12 febbraio 2026 – ore 18.00 Gran Sala Cesanelli – Sferisterio
Il costume: architettura dell’identità Roberta Fratini – Accademia di Belle Arti di Macerata

Martedì 24 febbraio 2026 – ore 18.00
Gran Sala Cesanelli – Sferisterio La regia: architettura della visione
Daniele Menghini – Regista

Giovedì 5 marzo 2026 – ore 18.00 Gran Sala Cesanelli – Sferisterio La scenografia: architettura dello spazio
Laura Perini – Scenografa

Martedì 24 marzo 2026 – ore 16.30 Università di Macerata – Aula A, Via Garibaldi 20
Le opere del 2026: Nabucco, Il Trovatore, Il Barbiere di Siviglia
Fabio Sartorelli
(incontro riservato agli studenti – a cura dell’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival)

Giovedì 16 aprile 2026 – ore 17.30 Gran Sala Cesanelli – Sferisterio
Dentro l’opera: conferenza–laboratorio su Il Trovatore
Alessio Pizzech – Regista

Martedì 21 aprile 2026 – ore 17.30 Università di Macerata – Dipartimento Studi Umanistici, Aula A
La musica: il coro come architettura collettiva del racconto
M° Enrico Lombardi – Direttore d’orchestra

Venerdì 8 maggio 2026 – ore 18.00 Biblioteca Mozzi Borgetti
Nei palchi e sulle sedie
Carlida Steffan – Luca Zoppelli

Giovedì 14 maggio 2026 – ore 18.00 sede da definire 
Raccontare l’opera. Il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria
Alberto Mattioli

Giovedì 4 giugno 2026 – ore 17.30 Biblioteca Statale di Macerata
Le imprese musicali a Macerata: gli archivi raccontano
Lucia Copparoni

La città sul palcoscenico -  Gli amici dello Sferisterio fanno... 10 (anni)

La città sul palcoscenico - Gli amici dello Sferisterio fanno... 10 (anni)

13/01/2026

Nel 2026 l’Associazione Amici dello Sferisterio celebra dieci anni di attività con La città sul palcoscenico, un progetto culturale che attraverserà l’intero anno con incontri e momenti di approfondimento, coinvolgendo studiosi, artisti e istituzioni della città di Macerata. Un progetto che intende leggere il teatro d’opera e la musica non solo come spettacolo, ma come fenomeni culturali, sociali e storici, parte integrante dell’attività culturale della città.

Il titolo riprende l’omonimo volume di Franco Torresi, che ha ricostruito con grande attenzione la vivacità culturale di Macerata tra Otto e Novecento, restituendo il quadro di una città attraversata da una intensa attività musicale, teatrale e intellettuale, documentata attraverso istituzioni, luoghi e fonti della stampa dell’epoca. Il progetto 2026 nasce nel solco di quella ricerca e ne rilancia lo sguardo nel presente, considerando la città come una scena culturale condivisa.

Il programma di incontri sarà inaugurato martedì 20 gennaio 2026, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Mozzi Borgetti. In apertura, Lucia Rosa, presidente dell’Associazione Amici dello Sferisterio, presenterà il programma di incontri del 2026; seguirà l’intervento di Alessandra Sfrappini, che offrirà un inquadramento del tema della città sul palcoscenico e dell’importante lavoro di Franco Torresi, riferimento culturale dell’intero progetto.

Il calendario propone uno sguardo articolato e complementare sui diversi ambiti del teatro musicale, mettendo in dialogo regia, scenografia, costume, musica e coro, per restituire la complessità dei processi creativi e della loro ricezione nel tempo. Sono previsti incontri con Roberta Fratini (Accademia di Belle Arti di Macerata), dedicati al costume come costruzione dell’identità scenica; con il regista Daniele Menghini, che firmerà la regia de Il Barbiere di Siviglia in scena al Macerata Opera Festival 2026, sul tema della regia come architettura della visione; e con la scenografa Laura Perini, dedicati alla costruzione dello spazio teatrale. La dimensione musicale sarà affrontata con il direttore d’orchestra Enrico Lombardi, in un incontro dedicato al ruolo del coro.

Il programma include inoltre un laboratorio su Il Trovatore con il regista Alessio Pizzech e un incontro sul teatro come luogo sociale e culturale con Carlida Steffan storica della Musica e il musicologo Luca Zoppelli.
Un’attenzione specifica è rivolta alle fonti storiche e ai patrimoni documentari, che accompagnano il progetto come strumenti di conoscenza e restituzione della storia culturale della città, in dialogo con biblioteche e archivi. In questo ambito, il 4 giugno si terrà un approfondimento dedicato alle imprese musicali a Macerata, a cura di Lucia Copparoni, basato sulle fonti documentarie cittadine.

All’interno del progetto è previsto anche un capitolo dedicato alla critica, intesa non come giudizio isolato ma come pratica di lettura e di memoria, fondamentale per comprendere come l’attività musicale e teatrale sia stata raccontata, discussa e tramandata nel tempo. Questo appuntamento vedrà come protagonista il critico e scrittore Alberto Mattioli, con l’incontro Raccontare l’opera. Il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria.

In occasione del decennale, l’Associazione Amici dello Sferisterio ha rinnovato la propria immagine, affidando la nuova grafica a Marco Del Gobbo, accompagnata da un disegno originale di Paolo Carassai, che interpreta visivamente il tema della città sul palcoscenico e accompagna l’identità del programma 2026.

Grazie al patrocinio e alla collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata agli studenti UNIMC che parteciperanno ad almeno tre incontri saranno riconosciuti Crediti Formativi Universitari (CFU).

La città sul palcoscenico 2026 ha il patrocinio del Comune di Macerata, dell’Università degli Studi di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dell’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival, della Biblioteca Statale di Macerata e degli Amici dell’Archivio di Macerata.

Le adesioni all'Associazione per il 2026 sono aperte e le informazioni e modalità sono disponibili su www.amicidellosferisterio.it/aderisci.

Aperte le adesioni 2026: dieci anni insieme agli Amici dello Sferisterio

Aperte le adesioni 2026: dieci anni insieme agli Amici dello Sferisterio

08/01/2026

Il 2026 segna un traguardo importante per l’Associazione Amici dello Sferisterio, che celebra dieci anni di attività dalla sua costituzione nel 2016.
Dieci anni di incontri, relazioni, progetti e partecipazione attiva, nati dal desiderio di accompagnare lo Sferisterio non solo nei mesi del Macerata Opera Festival, ma lungo tutto l’arco dell’anno, come luogo vivo di cultura, confronto e comunità.

In questi anni l’Associazione ha promosso incontri di approfondimento, mostre, conferenze, viaggi, momenti musicali e attività di divulgazione, costruendo collaborazioni con numerose realtà culturali e musicali del territorio e con enti che condividono le stesse finalità di valorizzazione della cultura musicale e teatrale.
Essere Amici dello Sferisterio ha significato, e significa ancora oggi, scegliere di sostenere attivamente un progetto culturale, prima ancora che usufruire di una convenzione.

Le adesioni 2026

Con l’apertura delle adesioni 2026 prende avvio un anno particolarmente significativo, che vedrà l’Associazione impegnata in un programma speciale pensato per il decennale.
I soci potranno partecipare alle attività in calendario e usufruire dei benefici riservati, tra cui:

  • iscrizione alla newsletter degli Amici dello Sferisterio;

  • cadeau di benvenuto;

  • possibilità di usufruire delle convenzioni attive con numerosi partner culturali e musicali (tra cui Appassionata, FORM, Camerino Festival, Macerata Opera Festival, Macerata Jazz, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi);

  • partecipazione alle iniziative culturali, agli incontri di approfondimento e alle prove aperte previste durante l’anno.

Il progetto speciale 2026: La città sul palcoscenico

In occasione del decimo anniversario, l’Associazione propone La città sul palcoscenico, un percorso culturale diffuso che attraverserà l’intero 2026 e coinvolgerà teatri, biblioteche, archivi e istituzioni culturali cittadine.
Un programma articolato di incontri, presentazioni, ascolti, mostre e momenti di approfondimento racconterà lo Sferisterio, i titoli del Macerata Opera Festival 2026 e il ruolo dei luoghi della cultura come spazi di produzione artistica, sociale e civile.

Il progetto si rivolge ai soci, agli studenti e alla cittadinanza, rafforzando il legame tra l’Associazione, il territorio e le realtà culturali che lo animano, in uno spirito di dialogo tra musica, storia, letteratura e arti.

Come aderire

È possibile aderire o rinnovare l’adesione all’Associazione Amici dello Sferisterio direttamente online:

👉 www.amicidellosferisterio.it/aderisci

Quote di adesione:

  • Soci ordinari: 25 €

  • Soci sostenitori: 75 €

Entrare a far parte degli Amici dello Sferisterio significa condividere un percorso, sostenere un’idea di cultura partecipata e contribuire a tenere vivo, tutto l’anno, il dialogo intorno allo Sferisterio e alla città.

Aspettando la Prima della Scala "tra Amici"

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25/11/2025